L’AZIONE CATTOLICA E LA RESISTENZA

Oggi in occasione del 25 aprile, nell'81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, mi sembra giusto ricordare l'impegno dell'Azione Cattolica durante la Resistenza italiana che rappresenta una pagina fondamentale della storia del Novecento, caratterizzata da un contributo corale che ha unito profondità morale, azione assistenziale e lotta diretta contro il nazifascismo. Per i cattolici, la scelta di aderire alla Resistenza dopo l'8 settembre 1943 non fu quasi mai dettata da un'ideologia politica predefinita, ma piuttosto da un dilemma di coscienza e dalla necessità morale di difendere la dignità umana contro la barbarie.
Il contributo dell'Azione Cattolica si articolò principalmente in tre direzioni: la resistenza assistenziale e solidale, la resistenza armata e la "resistenza morale". Le parrocchie e i circoli dell'AC divennero luoghi di accoglienza per ricercati politici, ebrei e soldati sbandati. Si organizzarono reti di assistenza che fornivano documenti falsi, viveri, protezione e vie di fuga, spesso con il sostegno di sacerdoti assistenti e laici. Molti soci della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) e della GIAC (Gioventù Italiana di Azione Cattolica) scelsero la lotta partigiana. Nacquero formazioni di ispirazione cattolica, come le Fiamme Verdi e le Brigate del Popolo, che si affiancarono ad altre anime della Resistenza. Molti cattolici interpretarono la lotta come una forma di "ribellione per amore. Il rifiuto della violenza fine a se stessa e l'attenzione alla dignità della persona umana furono tratti distintivi di questa partecipazione. I numeri della partecipazione dei membri dell'Azione Cattolica alla lotta di liberazione sono impressionanti e testimoniano un sacrificio profondamente sentito. Si contano oltre mille tra laici e assistenti ecclesiastici caduti durante la lotta di liberazione. Centinaia furono le onorificenze concesse (medaglie d'oro, d'argento e di bronzo) a laici dell'associazione per il loro ruolo determinante nelle formazioni partigiane o nelle reti di soccorso. La partecipazione alla Resistenza segnò per molti giovani cattolici il passaggio dalla formazione associativa all'impegno politico attivo. Questa esperienza, maturata nel crogiolo della lotta antifascista, fu decisiva per la classe dirigente cattolica che, nel dopoguerra, avrebbe guidato la nascita della Repubblica Italiana e contribuito alla stesura della Costituzione, portandovi i valori di libertà, democrazia e solidarietà sociale maturati in quegli anni difficili.

Pietro Rossi

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