SUOR OLIMPIA LA CANFORA, DOPO 10 ANNI, RITORNA DALLA MISSIONE IN CONGO.

PIEDIMONTE MATESE - Sono tanti i Missionari che si dedicano all'evangelizzazione e alla promozione umana, in particolare in Africa, ma anche negli altri continenti. Svolgere una missione a tempo pieno vuol dire accettare una chiamata a rappresentare il Signore Gesù Cristo. La missione è un’esperienza gioiosa, ma implica anche un impegnativo lavoro, lo racconta Suor Olimpia La Canfora della Congregazione Missionaria delle Sorelle di Santa Gemma in una sua testimonianza, al suo ritorno dalla Missione in Congo. 

Nei dieci anni vissuti in Africa è stata impegnata principalmente sul Progetto PEDER, un programma di inquadramento dei bambini di strada partito nel 1989 nella città di Bukavu nella Repubblica Democratica del Congo. E’ un’opera sociale e caritatevole portata avanti dalla Congregazione Missionaria delle Sorelle di Santa Gemma motivata dalla recrudescenza del vagabondaggio delle bambine vittime della disarticolazione sociale, della miseria, della povertà e dal degrado del tessuto socioeconomico a Bukavu e nelle sue periferie. A Suor Olimpia per conoscere meglio la sua esperienza ho rivolto   alcune domande:

-      Suor Olimpia di che cosa vi occupavate nella Missione di Bukavu?

-      Non tutti sanno di cosa mi occupavo. E cioè, del progetto recupero dei bambini di strada. Ho vissuto in tutti questi anni: accogliendo tali bambini/e nei nostri quattro centri che nello scorrere degli anni, hanno visto entrare e uscire tanti ragazzi e ragazze reinserendoli nella società civile dopo essersi stabilizzati, istruiti e formati professionalmente. Ottenendo anche una qualifica, che permette loro di ben inserirsi in società e mondo del lavoro. Inoltre potersi elevare economicamente con le rispettive famiglie.

-      In che modo esercitavate la vostra missione?

-      Poiché la miseria porta nelle famiglie molti problemi fino a dividerle. Allora il nostro fare era assisterli sia materialmente, spiritualmente, psicologicamente per cercare di poter arrivare alla coesione personale del bambino e poi familiare. Per fare questo, si programmano diversi incontri:

          Bambino- psicologo;

          Bambino – educatore;

          Bambino – genitori;

Anche per i genitori si organizzano formazioni sulla parentalità positiva e mascolinità positiva, per una coesione familiare nella parità e collaborazione.

-      Quale è stato l’impatto del vostro servizio sulla popolazione locale?

-      E’ stato un lavoro minuzioso e delicato, l'accompagnamento dei bambini in difficoltà, maltrattati, abusati, violentati. Ne abbiamo accompagnati decine e decine 24 h su 24; vivendo accanto a ciascuno di essi nelle minime cose della vita di ogni giorno, ordinariamente. Ed è in questo tempo che si conosce (forse) il bambino nella sua difficoltà. Cosi nell'osservazione si è entrati in dialogo con loro, aiutandoli a risalire dalla difficoltà e incominciare a impegnarsi per uscire da essa per riacquistare la dignità di vita normale fatta di relazioni positive e gestendo le proprie e altrui. In più alzare anche l'economia personale con un lavoro dignitoso in una società che dice il contrario.

In un mondo lacerato da divisioni e conflitti, il Vangelo di Cristo è la voce mite e forte che chiama gli uomini a incontrarsi, a riconoscersi fratelli e a gioire dell’armonia tra le diversità”. Lo ricorda Papa Francesco nel messaggio per la 98^ Giornata Missionaria Mondiale che sarà celebrata il prossimo 20 ottobre 2024.

    Pietro Rossi

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