SECONDO APPUNTAMENTO DELL’EVENTO “DAL MATESE AL MONDO 4.0” PRESSO LA BIBLIOTECA DIOCESANA

PIEDIMONTE MATESE - Venerdì 21 luglio si terrà presso la Biblioteca Diocesana San Tommaso d’Aquino la seconda densa giornata di Dal Matese al mondo, ormai giunto alla sua quarta edizione e distribuita per quest’anno in un trittico a cadenza stagionale (9 giugno; 21 luglio, 23 settembre). L’evento infatti fu concepito nella primavera del 2020 dal gruppo d’animazione della biblioteca sulle ali dell’entusiasmo suscitato dalla Laudato Sii di Papa Francesco. Questa coraggiosa enciclica diede un rinnovato vigore a una comune sensibilità pregressa sui temi dell’ecologia e dell’ambiente, dei giovani e dell’orientamento, sul ruolo delle aree interne e sullo spopolamento. Essa toccava infatti tanti nodi e si apriva a nuove letture e interpretazioni di idee, fenomeni e processi. 

Ed è così che nel corso degli anni il gruppo, oltre a contemplare personalità e sigle di rilievo, ha provato anche a coltivare non solo la kermesse, ma tutta una serie di collaborazioni, intese e reti, fino ad arrivare a questa quarta edizione che non è più soltanto frutto di quanto elaborato dai promotori della kermesse, ma che è invece arrivata ad essere figlia di un vero e proprio processo di rete e condivisione dal basso che ha visto riunire intorno a un tavolo ben diciotto associazioni del territorio di varia natura (cultura, ambiente, volontariato civico e religioso). Il palinsesto è stato infatti scritto insieme ed è il risultato di molti lunghi incontri liberi e aperti a chiunque avesse voluto dare il proprio libero contributo a questi temi contemplando sia quelli che sentiamo nostri da sempre, sia quelli proposti in questi mesi di “ascolto attivo”. È questo un buon punto di partenza per una biblioteca diocesana chiamata a fare la sua parte nella mission del cammino sinodale che forse, nei suoi più profondi significati, è ascolto e cammino con l’altro. Una biblioteca che vive la gioia del cammino sinodale non può essere un luogo che si chiude nella torre d’avorio della mera custodia identitaria o nei preziosismi della pur necessaria manutenzione dei tesori e dei gioielli che possiede. Essa è invece uno spazio che apre le sue porte e le sue finestre, che si inserisce nelle comunità, favorisce il dialogo, elabora progetti e, per l’appunto, cammina insieme. Ed è così che riesce a vedere lontano, a percepire l’urgenza di una quantità sterminata di temi e impegni:  Le aree interne e la montagna; i territori del margine e i suoi vincoli di contesto; le possibilità di restanza attiva e le opportunità per i giovani e per i loro progetti di vita. E ancora: il rapporto con il territorio; l’alta valenza naturalistica del Parco del Matese. E di qui le possibilità per una vita che contempli un migliore equilibrio uomo-ambiente e una dimensione sociale maggiormente improntata a legami di prossimità; il superamento del binomio restare-partire su cui tanta letteratura scientifica e tanti fiumi di inchiostro si son sempre sprecati.  Dalle colonne degli editoriali di giornali o testate online, dai proclami elettorali di molta politica locale, passando anche per vari lunghi post sui social network dal sapore amaro e rassegnato. Si prova insomma a racchiudere tutto ciò nel titolo e nel sottotitolo scelto per questa edizione: Da passione a professione. Rivolto principalmente ai giovani, l’evento, però, non disdegna affatto ogni tipo di pubblico certo dell’importanza del contributo di tutti, sia delle energie creative e sgombre di pregiudizi di chi si affaccia all’età adulta, sia di chi invece ha all’attivo lunghe esperienze nel mondo del lavoro o nell’attivismo civico e per il territorio a ogni livello. Per questo, mentre per la prima data 9 giugno si è optato per la presentazione del libro Voglia di restare con Giulia Urso, geografa e ricercatrice presso il GSSI, scelta proprio in quanto coautrice di un capitolo dal titolo paradigmatico Restare o partire i fattori di una scelta. È questo un volume che rendiconta un’articolata ricerca quali-quantitativa sui giovani delle aree interne da cui sorprendentemente emerge l’altro tasso di “voglia di restare. E, altrettanto clamorosamente, che nei tre motivi più quotati per la restanza non è contemplato il tema del lavoro, a vantaggio invece del rapporto-uomo ambiente, delle relazioni di prossimità e dell’attaccamento alle comunità. L’appuntamento è dunque alle 16.30. Dopo i dovuti saluti e un breve raccordo con le edizioni precedenti,  si parte con un focus sul Territorio-Matese inteso come opportunità unica di abitare un’area di alta valenza naturalistica. Esso, lungi dall’essere un labirinto di vincoli e lacci come spesso faziosamente descritto da talune associazioni di categoria, rappresenta una palestra di tutela ambientale e un vastissimo ventaglio di possibilità per lavorare a stretto contatto con il ricchissimo capitale naturale, e le sue peculiarità in termini di microclima, biodiversità e paesaggio. Saranno per questo con noi Adriano Argenio e Pasquale Raia, due medici veterinari dirigenti di CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), attivi in parchi simili ai nostri (rispettivamente Riserva Naturale del Lago di Vico e Parco Nazionale del Vesuvio). Quest’ultimo partecipa anche alla direzione nazionale di Legambiente. Il parterre sarà coordinato da Vincenzo d’Andrea, membro dell’associazione Matese Nostrum e già presidente della Consulta delle associazioni del Matese. Il sottotitolo scelto “da passione a professione” entra nel vivo con la seconda sessione, dedicata alle best practices del nostro territorio: Pizza Hub e Matese Discovery. Saranno con noi infatti i diretti protagonisti: Claudia Orsino, Angelo Rotunno e Amedeo Santomassimo. Loro infatti incarnano, forse addirittura nel profondo del loro vissuto personale, un vero percorso da passione a professione. Sono riusciti nel corso degli anni a trasformare il loro amore per le nostre montagne, i nostri laghi e i nostri paesi in lavoro, talvolta anche per terzi. Un opportuno momento di sintesi e raccordo, durante il quale saranno raccolte idee, critiche e pensieri di tutte e tutti, coordinato da Laura Leonetti, membro del direttivo del circolo matesino di Legambiente, chiuderà l’incontro. Temi e motivi, dunque, che anche la Chiesa sente come propri. Non solo è rimasta scolpita nella nostra memoria la bella esortazione a continuare su questa strada che ci rivolse il nostro Vescovo S.E. Mons. Cirulli durante il suo intervento nel corso della III edizione. Ma anche e soprattutto l’impegno in questa direzione di molte chiese sui territori. Non a caso tra qualche giorno, nella vicina Benevento si riuniranno circa 30 vescovi provenienti dalle aree interne per proseguire un cammino avviato nel 2019 e proseguito con varie iniziative con l’impegno di condividere alcune linee orientative ed elaborare proposte concrete per una pastorale delle “aree interne” che nel sud e nel nord Italia fanno i conti con lo spopolamento e con una crisi che sembra inesorabile. Anche per questo ci prepariamo allora a vivere una giornata che sia di incontro e di incontri dedicata al Matese, ai suoi giovani, alle loro passioni e ai loro sogni e alla declinazione locale di temi globali. Insomma una tappa di scalo per un viaggio in direzione biunivoca che va dal Matese al mondo ma anche dal mondo al Matese.

Pietro Rossi

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